Come allenare l’elasticità

Diario / 20.04.2016

In cosa consiste l’elasticità? Nel rinunciare ad un metodo pur di adattarsi alle varie evenienze, oppure, come suggeriscono anche la Nasa e gli astronauti, l’elasticità si allena continuando a immaginare scenari per reinventarli alla prova dei fatti?
Chi ha la passione per i viaggi in paesi culturalmente e socialmente molto diversi dal suo, può avere sperimentato qualcosa di simile. Affrontare l’Africa, l’America del Sud o l’Asia offre il piacere di scoprirsi elastici. Un viaggio inizia quando si acquista una guida e ci si immerge in varie letture per avere una prima idea della destinazione; con Internet il processo diventa anche più facile. Si procede quindi ad acquistare i biglietti e si pianifica una serie di tappe.
Quando si arriva a destinazione si inizia a confrontare la previsione con la realtà dei fatti. Un paesino a lungo vagheggiato ci delude appena arrivati? Una destinazione si rivela irraggiungibile? Un aeroporto risulta chiuso per il maltempo? Tutti imprevisti che il viaggiatore conosce e quasi si diverte ad affrontare. I progetti possono anche essere dettagliati, ma ci si trova pronti a buttarli via per altri magari anche più allettanti. Quello che succede alla fine è che, a furia di preparare piani e a doverli scartare, si è ottenuto un allenamento all’elasticità. Alla fine l’imprevisto entra nella categoria dell’imprevisto prevedibile.

Non è cosa da poco, e ci accomuna con l’allenamento degli astronauti. Sentiamo cosa dice Chris Hadfield.

“Quando tornammo sulla Terra, tante persone ci chiedevano se tutto era andato secondo i piani. La verità è che niente era andato come progettato, ma tutto aveva funzionato per lo scopo cui ci eravamo preparati. Questa è una lezione fondamentale della spedizione STS-74 (Shuttle Atlantis): non pensare di conoscere tutto, e cerca di essere pronto a qualunque cosa.”

Una lezione significativa sull’importanza di essere elastici, non come risultato di una preparazione lasciata al caso, ma al contrario dalla costruzione e aggiustamento di scenari per impadronirsi di quello più ampio e importante: l’elasticità.

Giusto per esercitarsi, proviamo a pensare agli ultimi progetti (di lavoro, familiari o altro) che sono andati diversamente da come ci aspettavamo. Come abbiamo reagito? Che risultato abbiamo ottenuto? E quante volte il futuro inaspettato si è rivelato migliore di quello previsto? Tutte domande che ci aiutano a guardare la vita come un percorso che ci stupisce e non necessariamente gli imprevisti sono dannosi.

Tratto da An astronaut guide to life on Earth, Chris A. Hadfield1920px-STS-74_crew

Fonte foto: Wikipedia alla voce STS-74

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